Comune di Civitella in Val di Chiana
Comune di Civitella in Val di Chiana medaglia d'oro al valore civile
giovedý 30 marzo 2017  Meteo Meteo

10 - Rocca e mura

 

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 Italiano
La rocca e le mura
Costruita su un preesistente insediamento di epoca etrusco-romana, la rocca di Civitella era già usata in epoca longobarda come forte posto a controllo del territorio grazie alla sua posizione strategica. A partire dall’XI secolo dovevano già sorgere sul luogo strutture di una certa importanza, a presidio dei vescovi-conti aretini. Nel 1182 doveva già aver assunto l’aspetto di palazzo torrione. Nel 1248 il vescovo di Arezzo Guglielmino degli Ubertini (1219-1289) la scelse come dimora. Pur essendo di famiglia ghibellina, il vescovo entrò in contrasto con la città di Arezzo, si ritirò a Civitella mettendosi a capo di una fazione Guelfa. Pur resistendo alle truppe senesi, Guglielmino non riuscì ad evitare l’assalto dei ghibellini aretini nel 1265, che distrussero la rocca di Civitella. Guglielmino tornò ad Arezzo e ne prese il controllo, intanto però la rocca venne ricostruita e grazie alla sua opera vennero potenziate le mura. I solai vennero sostituiti da volte a crociera, fu creato il cortile antistante con la scala d’accesso al primo piano e costruita la cinta muraria che separava il cassero dal resto. Tra il 1284 e il 1285 fu ancora teatro di assedio da parte degli aretini. La faziosità di quel periodo portò il grande vescovo a cambiare alleati: negli anni 80 del duecento, infatti, Guglielmino si schierò dalla parte dei Ghibellini e, grazie all’aiuto di Buonoconte da Montefeltro, il suo esercito nel 1288 sconfisse i senesi a Pieve al Toppo. L’anno successivo però non riuscì ad arrestare i fiorentini che sconfissero le truppe aretine nella famigerata “battaglia di Campaldino”, dove Guglielmino stesso perse la vita. All’epoca di Guido Tarlati (inizi del XIV secolo), la rocca aveva due ingressi: quello principale dentro il paese e l’altro sul fronte nord, collegato al mastio tramite una galleria. All’interno della rocca si addossavano alle mura la residenza della guarnigione e dei servi, le stalle e la piazza d’arme. Il torrione era coperto da un grande tetto a padiglione e il palazzo aveva all’esterno due ordini di balconate che circondavano l’intero edificio. Sulla destra si trovano i resti di un altro torrione di dimensioni maggiori ma molto danneggiato ed in gran parte crollato. I danni più notevoli alle superstiti strutture medievali furono portati al termine dell’ultimo conflitto mondiale, dopo la rappresaglia tedesca del 1944. Oltre al castello è possibile ammirare la cinta muraria potenziata dal Vescovo Guglielmino degli Umbertini della seconda metà del XIII secolo. La cinta venne arricchita da numerosi baluardi, visibili ancora oggi percorrendo la moderna strada di circonvallazione. Un’ulteriore cinta venne eretta all’interno delle mura castellane per dividere la rocca dal resto dell’insediamento.

Inglese
The fortress and the boundary wall
Built on a pre-existent settlement from the Etruscan-Roman age, Civitella’s fortress was used during the Lombard Kingdom rule as a means to control the territory thanks its strategic position. Since XI century important buildings certainly existed on the site, as the bishops garrison “vescovi-conti” of Arezzo. By 1182 it had already assumed the look of a tower. In 1248 the bishop Guglielmino degli Ubertini (1210-1289) chose it as his home. Even if he belonged to the Ghibelline faction, the bishop entered in contrast with the town of Arezzo, so he retired to Civitella becoming the leader of a Gulf group. After having resisted the Sienese army, Guglielmino could not avoid an assault by the Ghibellines of Arezzo in 1265, who destroyed the fortress. Later Guglielmino returned to Arezzo and took the control of the city and enforced Civitella’s walls and had the fortress rebuilt. Inside the ceilings were substituted by cross vaults and in front a courtyard with a staircase was built in order to enter the first floor; finally he erected a wall to separate the quarterdeck from the rest. Between 1284 and 1285 it was the scene of a siege by the Ghibelline army of Arezzo. The factionalism of that age lead the bishop to change his allies: in the 80’s he supported the Ghibellines, and thanks the help of Bonoconte da Montefeltro, his army in 1288 defeated the Sienese one in Pieve al Toppo. (Battle of Pieve al Toppo) The following year he could not stop the Florentine army, who defeated Arezzo during the famous “battle of Campaldino”, where Guglielmino himself died. At the age of Guido Tarlati (beginning of XIV century), the fortress had two entrances: the main one inside the town and the other on the north side, linked to the dungeon through a gallery. Inside the fortress were the residence of the garrison and the servants, the stables and a piazza of coats of arms. A pavilion roof covered the tower. The façade was covered by two orders of balconies surrounding the entire building. On the right, are the remains of another tower. The fortress was damaged and partly destroyed at the end of the Second World War, after German military reprisals in 1944. Besides the castle, it is possible to admire an enlarged wall, enriched by several bastions visible from the ring road. Another wall was erected inside the castle wall to separate the fortress from the rest.


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